• Tribalosophy Team

QUANTO CONOSCIAMO NOI STESSI?



DAL COLLEGAMENTO ZOOM CON SHAJEER DEL 08-11-2020

Qual è la cosa più importante dell’essere qui, su questa Terra o questo spazio (si, perché la Terra stessa non sa di chiamarsi Terra le abbiamo dato noi questo nome)?

La cosa più importante è la nostra vita stessa.


Qual è la prima conoscenza che dovremmo acquisire? E’ proprio questa: siamo vivi!


Più di questa non esiste un'altra conoscenza. E’ la mancanza di questa conoscenza che ci fa cercare intorno e fuori da noi qualcosa che ci fa sentire vivi.


Quando iniziamo a cercare fuori da noi allora smettiamo di vivere. Stiamo cercando vita all’esterno. E allora cosa succede?

Iniziamo a correre attorno a noi attraverso il tempo e lo spazio solo per sentirci vivi. Ma così perdiamo la nostra vita stessa. Perdiamo la possibilità di sentirci vivi per sempre.


Noi viviamo una piccolissima percentuale rispetto a quello che significa essere vivi al 100%.

Allora cosa vuol dire essere vivi? Quando è che sentiamo di esser vivi?


Normalmente ci sentiamo vivi quando siamo pieni di energia e vitalità, quando sentiamo più gioia dentro di noi. Solo così ci sentiamo vivi.


Quando invece andiamo giù fisicamente o mentalmente, spesso ripetiamo: “Sto morendo, sto morendo di freddo, di fame, di rabbia ecc…”


“Mi sento vivo” vuol dire che sono felice è la gioia che mi fa sentire vivo.

Allora dove sta questa felicità, questa gioia?


Questa gioia e questa felicità esistono nel respiro del mio piacere.

Esiste questa felicità nel mio piacere.


E allora cos’è il piacere? Qual è il più grande piacere?

Il più grande piacere è essere me stesso.


Nella mancanza di poter essere me stesso, inizio allora a correre e a cercare all’esterno situazioni, persone e oggetti che mi facciano sentire vivo. Cerco fuori da me delle possibilità di essere me stesso.


Ma la possibilità non significa certezza. Noi viviamo il nostro tempo dietro le possibilità, e quando lo facciamo cosa succede?


Ogni possibilità è limitata nel tempo, il tempo stesso di poter essere con quella possibilità è limitato perché cambia subito. E allora cambiamo anche noi e usiamo la nostra vita a rincorrere delle possibilità.


Ma cos’è la possibilità?

La possibilità è solo semplicemente una possibilità, fino a quando non entriamo, non conosciamo, non siamo quella possibilità, solo allora la possibilità diventa la nostra vita.


Ogni cosa che cerchiamo intorno a noi per stare bene con noi stessi dura poco, subito rinasce un vuoto dentro di noi. E quando torna il vuoto iniziamo a ricercare un'altra cosa.


Fino a questo momento, noi esseri umani, quante cose abbiamo creato che sarebbero già bastate per essere felici?


Ogni nuova invenzione genera cadaveri di roba e oggetti, corriamo per inventare qualcosa di nuovo, per cercare la nostra felicità.


Rimaniamo dietro alle invenzioni del mondo esterno con l’illusione di poter sentire noi stessi. Ci impegniamo a creare un intorno esterno che ci renda felici.


Quando diciamo a noi stessi: “Per essere felice ho bisogno di questo!” perché lo diciamo? L’input arriva sempre dal mondo esterno, magari dalle persone che ci stanno attorno.


Tutto questo avviene per una sola ragione: mancanza di conoscenza di se stessi.

La prima conoscenza è il mio respiro, la mia vita: sono vivo. Sono io!

Quando mettiamo il riso a bollire ogni chicco, in quel tempo di cottura, cambia ogni istante il suo stato di essere. Cosi anche noi, ma non lo riconosciamo.


Crediamo di conoscerci ma appena diciamo “Io mi conosco, sono fatto così…” in quel momento perdiamo una reale possibilità di conoscerci.


In tutti gli anni di vita che abbiamo vissuto, abbiamo conosciuto solo un angolo di noi stessi.

E’ un po’ come prendere una goccia di oceano e dire: “Conosco l’oceano”.


In ogni momento ci sono dei pensieri, alcuni creano un emozione dentro di noi e quell’emozione è registrata nella nostra memoria. Allora i pensieri prendono corpo. Il corpo dei pensieri sono le emozioni, quelle emozioni sono una frequenza che si registra dentro di noi e allora diciamo: “Ora lo so, lo conosco”.

Ma cosa vuol dire? In realtà abbiamo conosciuto solo una piccola parte rispetto l’intero delle possibilità.


Da quando abbiamo iniziato questi Zoom abbiamo parlato e ripetuto spesso della possibilità di conoscere se stessi.

Conoscere se stessi è un infinita possibilità.


Non esiste solo quello che ho vissuto fino ad ora, io posso avere anche diversi modi di percepire, di sentire e conoscere.


La prima cosa è riconoscere che ognuno di noi ha diversi stati di essere.


Questo è il primo significato: la più grande possibilità sono io! Ogni nostro io!

Non mettiamo limiti alle possibilità di conoscere noi stessi.

Possiamo cambiare i nostri stati di essere senza dover cambiare sempre le nostre situazioni esterne. Quando cambiamo il nostro stato di essere con ciò che già abbiamo, possiamo vivere infinite generazioni.


Quante cose esistono attorno a me, quante veramente uso, quante hanno preso il mio tempo e la mia energia? Quante di queste cose ho accumulato pensando che potessero cambiare il mio stato e rendermi felice? Quanto ancora corro dietro alle situazioni, alle persone e agli oggetti esterni per cambiare il mio stato?


Guardiamo un attimo dietro per conoscere, per capire meglio.


La vita stessa è un enorme possibilità di conoscere infiniti stati di essere.

Per conoscerli bisogna creare spazio dentro di noi. Eliminare il nostro pieno.


Cosa è il nostro pieno? E’ Il nostro dire: “Lo so, lo conosco”.

Questo “conosco” è un limite, un muro dentro al quale restiamo stretti, limitati ad una minuscola percentuale rispetto all’intero.


La Terra ci insegna a riconoscere, quante possibilità esistono in noi, quanti stati di essere esistono in noi per avere una vita più piena.


Quel pieno ci fa sentire anche la vita più leggera.


Semplicemente voglio ricordare che con quello che abbiamo già possiamo vivere anche in altri modi, cambiando il nostro stato di essere.


Primo suggerimento pratico: non cercare di cambiare le parole degli altri ma inizia piuttosto a sentire le tue parole, le tue risposte.

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